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UGANDA 2010 Diario di bordo Stampa E-mail
Mercoledì 28 Luglio 2010 23:44

img_1020_rit_sm6 aprile ore 5:00 Aeroporto G. Marconi di Bologna - Valerio il “Sindaco”, Mauro e Giuseppe Presidente e Vice di Oltre le Parole, Libero e  Stefano detto “panino” collaboratori di Oltre le Parole così come Mabel e Alessio di Lucca e Annalisa e Mirco di Bologna.

Bologna – Brusselles – Kigali – Entebbe

Verso le 20:00 arriviamo e ci accoglie calorosamente Padre Paolino. Ci trasferiamo a Kampala in un Hotel piuttosto “spartano”. Sistemazione al quarto piano senza ascensore e cena per una spesa di 20 € per tutti. Notte drammatica per qualcuno, profondamente disturbato dal compagno di camera, che si trasferisce nella hall dell’albergo (Libero non ha retto all’impatto del russare di Giuseppe, già tristemente famoso per le sue performances)

7 aprile Kampala - il Pulmann ci aspetta e dopo un rifornimento al supermercato di provviste e quaderni partiamo alla volta di Rushere dove arriviamo dopo una breve sosta all’Equatore per un frugale spuntino.

Alle 19,30 residenza di Padre Paolino; cena preparata dalle “sisters”; Padre Paolino beve un brodo di vitello Knorr, assieme ad acqua bollente,che gli procura un padre suo conoscente di Milano (questa confezione è scaduta nel 2007); arrivano anche i collaboratori ed alcune autorità locali; presentazioni e primo “discorso” ufficiale del “sindaco”. Usciamo per rilassarci, la vista della volta celeste è letteralmente indescrivibile assieme alle lucciole. La rana toro si sente ad oltre un chilometro di distanza. Per ora nemmeno l’ombra di zanzare.

Arrivo a Kyeibuuza8 aprile ci prepariamo per stare fuori due giorni; il “sindaco” è già in giacca e cravatta con la fascia tricolore in mano. Inaugurazione delle nuove aule della scuola primaria di Nyakasharara; accoglienza da parte delle autorità locali, taglio del nastro e secondo discorso ufficiale.

I ragazzi ci accolgono con canti e balli e alla fine distribuiamo un quaderno e una biro a tutti. Ci ringraziano e vorrebbero tutti stringerci la mano. Per me che vado per la prima volta è commovente ma vedo che anche altri sono emozionati. Hanno preparato un rinfresco. Carne bollita, riso, matoca piatto nazionale di polenta dolciastra. Partiamo per arrivare a Kyeibuuza. Un chilometro prima ci sono già i ragazzi ad attenderci disposti sui due lati della strada. Il pulmann si ferma, scendiamo e con in testa Padre Paolino e Valerio ci incamminiamo per arrivare ai vari edifici della scuola. I ragazzi ci fanno festa cantano e ballano e non mancano le “percussioni”. La cerimonia di benvenuto è caldissima e anche la parte ufficiale, compresi i discorsi, sono accompagnati da lunghi applausi. Naturalmente i ragazzi si esibiscono e sono davvero bravi a cantare e ballare. Complimenti agli insegnanti. Nuova dichiarazione del “sindaco” che si avvale della traduzione simultanea di Annalisa. In ogni cerimonia le autorità locali si presentano a noi e noi ci presentiamo a loro. Stasera Stefano prepara gli “spaghetti alla cipolla”. Dopo cena tutti i ragazzi ed una parte dei genitori ritornano per un ulteriore spettacolo di canti, balli e recite; verso le 22:00 tutti a nanna perché al mattino i ragazzi hanno la sveglia alle 4:00 con un programma giornaliero che pubblicheremo sul nostro sito e consigliamo di valutare attentamente. A proposito anche qui c’è la doccia, rigorosamente fredda, ma è già tanto che ci sia. Poi man mano che viene l’acqua si ha la sensazione che diventi calda anche se non è vero. Ci sono due camere: una da quattro e una da tre; altri due sono in una costruzione esterna vicina al dispensario medico. La notte registra un’altra vittima del “russare” che, senza fare nomi si prende il materasso e la zanzariera e si sistema su un tavolo nel salone (Mauro).

9 aprileKyeibuuza dalle 7:00 alle 9:00 visita alle aule ed alle camerate dove dormono i ragazzi “residenti” che o vengono da molto lontano o sono orfani. Qui ci sono circa 450 ragazzi di tutte e 7 le classi della scuola primaria che corrisponderebbe alla nostra elementare e media inferiore. Suona la campanella (cerchione d’auto e spranga di ferro) per l’intervallo dove si schierano tutti all’esterno; noto che anche qui è in vigore lo “scapaccione”, qualche ragazzo è un po’ vivace e quando ci vuole ci vuole; la preghiera, canti e balli poi distribuiamo i quaderni e le biro; qui anche qualche pallone; creano un po’ di “caos” perché tutti corrono, ma ridono e si divertono. Facciamo colazione con loro; bicchierone di plastica, polenta di mais in acqua bollente e via fino a sera.

PrefetturaIl “sindaco” va a cambiarsi, anche oggi giacca e cravatta; abbiamo parecchi incontri ufficiali; in Prefettura, il Prefetto (donna) ha la responsabilità amministrativa del distretto; in Comune a Kiruhura dove il Sindaco ci consegna un Ordine del Giorno del Consiglio Comunale che pubblicheremo sul sito; ci fermiamo anche alla Rushere Co-operative Saving end Credit Society la filiale della Banca che usa Padre Paolino; poi in notevole ritardo partenza per Mitooma per l’inaugurazione di due nuove aule costruite in memoria di due ragazzi giovanissimi scomparsi di recente.

Naturalmente il “magone” arriva ma sono in buona compagnia. Arriva un camion con dei banchi nuovi e tutti i bambini scaricano e li portano nelle aule. Discorsi ufficiali, i ragazzi ci festeggiano su regia degli insegnanti. Padre Paolino ci fa vedere che dall’altra parte della collina c’è il serbatoio d’acqua e dice che occorre scendere, salire, caricare, scendere e di nuovo salire per portare l’acqua alla scuola. Chi vuol intendere intenda……. Consegnamo altri quaderni e biro ma anche un pacchettino di biscotti a testa. È grande festa soprattutto quando ci salutano con i quaderni alzati. Mentre entriamo in chiesa viene individuato nell’erba un serpente che viene subito “eliminato” qualcuno dice che fosse pericoloso e qualcuno no. Padre Paolino mi dice che comunque non ci sono, se non raramente e nelle zone più isolate in mezzo alla foresta, attacchi di serpenti alla popolazione. In chiesa hanno preparato lo spuntino che debbo dire risulta parecchio gradito visto che normalmente si mangia verso le 16:00 - 17:00. ritorniamo a Kyeibuuza per la serata; ci fermiamo in un villaggio e subito siamo circondati da bambini ai quali consegniamo biscotti; altra fermata in una capanna dove fabbricano i mattoni per le case; arrivati a Kyeibuuza ci fermiamo all’inizio delle aule scolastiche; i ragazzi stanno facendo il bucato e la pulizia delle scarpe oltre all’igiene personale. Ci prendono per mano e ci accompagnano fino alla casa dove Deodata, una collaboratrice di Padre Paolino, tiene in ordine gli alloggi, la cucina e la sala da pranzo. A proposito Deodata cura anche un bambino che qualche anno fa Mauro andò a prendere in un villaggio lontano perché aveva bisogno di cure essendo affetto da HIV. Si chiama Kato e la sera stà con noi che cerchiamo di dimostrargli tutto l’affetto possibile; siamo contenti quando ride.

Sono circa le 20 e prepariamo qualcosa da mangiare; stasera spaghetti al tonno; cominciamo a sentire rumore fuori, arrivano i ragazzi e i genitori, si preparano a nuovi festeggiamenti. Sono davvero molto riconoscenti per la nostra presenza. Tutti vorrebbero darci la mano, qualcuno riesce, qualcuno ci saluta da lontano. Ci prepariamo per la notte ma ad un certo punto sparisce la luce. È finita la carica dei pannelli solari. Pazienza, stasera facciamo tutto al buio importante che ci sia la doccia e alla temperatura dell’acqua non facciamo nemmeno più caso.

10 aprile – Kyeibuuza dopo la colazione, Padre Paolino mangia soppressata calabrese e sarde sotto sale, prima di ripartire visitiamo il dispensario medico dove ci sono due mamme con i bambini nati il giorno prima.

Ci fermiamo un attimo a Rushere, che ormai chiamiamo “casa” e ci prepariamo per andare a Kinoni. Di nuovo l’ultimo chilometro in salita a piedi con i ragazzi, piccoli e più  grandi, per mano. Qui 4 anni fa c’era un rudere, oggi ci sono diverse aule che ospitano circa 300 studenti. Inaugurazione con il “sindaco” sempre in giacca e cravatta, taglio dei nastri che sono rigorosamente di carta igienica. Di nuovo distribuzione di quaderni, biro e biscotti. Cerimonia ufficiale, canti e balli dei ragazzi. Questa scuola ci dà l’impressione di essere molto ben organizzata e ci lascia un’ottima impressione. Ripartiamo per tornare a “casa” passando per un villaggio che si chiama Kagando; prepariamo la cena, qualcuno va a prendere bibite fresche e per fortuna si accorge che il Pick Up è praticamente senza acqua nel radiatore;  stasera maccheroni al pomodoro, uova bollite con tonno e cipolla e digestivo finale preparato da Annalisa “zenzero, zucchero e limone”. Di zanzare non se ne vede nessuna. Se va cosi va benissimo.

Il Sindaco e la Preside11 aprile - Rushere – colazione con le uova sode e le frittelle rimaste da ieri sera. Santa Messa alle 10:00 ma dalle 7:00 la Chiesa è già piena e stanno tutti intonando dei cori. Siamo un po’ in ritardo ma finalmente alle 11:00 i catechisti e i ragazzi ci vengono a prendere e ci accompagnano in Chiesa. È stracolma e Padre Paolino dà il Benvenuto agli amici italiani. In un clima di grande commozione, attorniati da tanti bambini, Padre Paolino celebra la messa. Usciamo, breve ristoro e a piedi andiamo alla Sedes Sapientiae Accademia, la scuola secondaria che è veramente un orgoglio anche per noi. La scuola secondaria corrisponde al nostro liceo e prepara gli studenti veramente meritevoli all’Università a Kampala. Qui ci sono circa 450 studenti; la Preside consegna al nostro presidente alcuni oggetti di artigianato locale in segno di riconoscimento per la conoscenza personale  e per l’opera svolta da tanti anni; dopo la cerimonia e i discorsi ufficiali i ragazzi si mettono in fila per la cena; polenta bianca e 164 grammi di fagioli; esattamente come i rimanenti 354 giorni dell’anno salvo rare eccezioni con carne e pane. Preparano anche per noi uno spuntino dove assicuro che si tratta di piatti veramente gustosi sia di carne che di verdura. Poi ci sono le mitiche “bananine e arance verdi” che hanno un sapore indescrivibile. Uno studente avvicina Mauro che dopo un attimo di perplessità si ricorda di lui e di averlo conosciuto tre anni fa. È uno dei più bravi, pronto per l’Università che, anziché a Kampala, dice vorrebbe frequentare in Italia. Saluti commoventi ma dobbiamo partire per vedere un allevamento di capre finanziato con nostri contributi; è ben organizzato e ci sono una marea di agnellini. È una delle attività in cui occorre investire ed avere fiducia. Torniamo a casa; non c’è acqua. Stasera igiene personale dalle catinelle riempite dalle “sisters”  sotto le grondaie. La serata trascorre fra qualche chiacchiera e i preparativi dei due giorni successivi dove pensiamo di andare a Kyamuhunga e poi al parco naturale Lake Mburo per vedere qualche animale e “staccare” un attimo. Qualcuno ne approfitta per aggiornare il proprio diario chiedendo informazioni e precisioni ai compagni di viaggio.

12 aprile – Kyamuhunga partiamo da “casa” e finalmente, dopo un paio d’ore, riusciamo a percorrere strada asfaltata. Finora solo sterrato. Arriviamo alla Saint Mary School anche questa una scuola secondaria dove Padre  Paolino ha già trascorso qui il periodo di 9 anni quindi ha lasciato tutto il complesso in mano a Padre Felix. Qui non siamo in veste ufficiale;: visitiamo le aule, i laboratori di meccanica, elettrotecnica e scuola edilizia. Poi anche l’ospedale vicino dove ci sono le file per i controlli della malaria e dell’HIV. Moltissimi bambini soffrono di bronchite. Partenza per Lake Mburo, il parco naturale, dove arriviamo per l’ora di cena. La sistemazione è molto confortevole e anche la cucina, vicina a quella europea. Troviamo anche la pasta bolognaise ma la vera delizia è la Tilapia una specie di carpa che fanno fritta:

13 aprile - Lake Mburo Sveglia alle 5:00 colazione e accompagnati da un  ranger ci addentriamo nella savana. Vediamo parecchi animali: ippopotami, gazzelle, babbuini, antilopi, zebre. Poi uccelli come ad esempio l’aquila pescatrice. Per un attimo “pensiamo” di vedere un leopardo; più che un leopardo intero, solo la coda, credo. Beh è pur sempre una emozione nuova anche questa. Infine, durante il giro in barca ci sono coccodrilli e ippopotami in acqua e bufali sulle rive del lago. Rientriamo pranzo e ritorno a “casa” da Padre Paolino che in questi due giorni da solo ha approfittato per recuperare i “bagordi” dei giorni precedenti come dice lui.

14 aprile – Rwakytura Prendiamo la mattinata con calma, Valerio è già in giacca e cravatta con la fascia tricolore in tasca.  Verso le 10:00 partiamo. Andiamo a Rwakytura per inaugurare 4 aule nuove appena finite, non prima di avere acquistato circa 400 quaderni e le biro. I biscotti e i palloni li abbiamo. L’ accoglienza è come al solito calorosa e dopo due giorni di relax è di nuovo tempo di “magoni”. Ma le sorprese non sono finite; dopo il taglio del nastro, rigorosamente di carta igienica, Padre Paolino fa scoprire una targa dipinta sul muro esterno delle aule; ci sono tutti i nostri nomi ed un ringraziamento al gruppo dei visitatori italiani. È una forte emozione che si aggiunge alle tante altre. Cerimonia ufficiale dove interviene anche una delle sorelle del Presidente della Repubblica Ugandese che dice che preferisce portare i propri figli alle scuole di Padre Paolino che alla scuola pubblica. Canti e tanti bambini che ballano. Veloce rinfresco con spaghetti e carne di pollo che doveva avere almeno 20 anni. Distribuzione dei quaderni e biro e ogni bambino ci ringrazia con un inchino. Dobbiamo partire in fretta perché a ci stanno aspettando da due ore  e abbiamo ancora 50 Km. di sterrato da percorrere. Arriviamo  a Rwebugumya dove c’è un dispensario medico di fianco al Lametia Hospital. Il medico parla benissimo la nostra lingua perché ha fatto la specializzazione in Italia. Visitiamo il Lake Saint George, un invaso artificiale finanziato da Oltre le Parole per la raccolta e la distribuzione dell’acqua per tutto il complesso scolastico ospedaliero. Incontriamo anche Marie, laureata in lingua e letteratura inglese, ma qui cerca di insegnare informatica essendo esperta di computer. Ci prepariamo per tornare a Rushere dove arriviamo alle 21 passate. Cena  con maccheroni aglio, cipolla e tonno e birra  fresca. Il dopo cena è una specie di carrellata dove ognuno di noi esprime le proprie impressioni sul viaggio e quello che stiamo vedendo con i nostri occhi. Piove ancora e stasera è piuttosto fresco anche dentro in casa.

Sul Pickup15 aprileRwemykoma, Kimoni, Migina e Kajuzia Si prevede una giornata molto intensa ed in più ci si mette anche il pulmino con un problema alla balestra. Dobbiamo aspettare fino alle 13,30 e si profila una bella corsa nel pomeriggio. Infatti la quattro scuole sono vicine ma tre le cerimonie e i canti e i balli dei bambini il tempo scorre velocissimo. Dobbiamo ripartire e arrivare a Burunga perché è già pomeriggio inoltrato. Ma il pulmino non può fare questa strada e saliamo sul Pik Up anche sul retro. Nemmeno farlo apposta dopo 5 minuti comincia a diluviare e ci copriamo alla meglio con il telone di plastica. Il percorso è accidentato e il viaggio diventa un supplizio ma è roba da ridere siamo ormai temprati. Arriviamo a Burunga oltre le 19 ormai la luce è completamente sparita. Senza accorgercene ci troviamo con un mare di bambini attorno oramai nel buio e conosciamo la bambina la cui foto è stata inserita due anni fa negli auguri natalizi del Sindaco. Purtroppo i problemi al pulmino di stamattina ci fanno fare le cose molto in fretta e nonostante tutto arriviamo a casa a Rushere che sono passate le 22. Frittata per cena e preparativi perché il giorno dopo si riparte. Purtroppo, ma si riparte. Prepariamo tutti le varie cose da lasciare a Padre Paolino, vestiti, torce elettriche, zanzariere, medicinali; qualcuno addirittura lascia anche la valigia con cui è arrivato

16 aprile – Kampala 07042010076smSveglia alle 5 colazione, foto di gruppo e partenza. Molta amarezza perché le altre mattine si partiva per vedere scuole e bambini. Ma pazienza come sempre le cose belle ed emozionanti finiscono presto, anzi troppo presto. Ma chissà…….fra un paio d’anni…

Consiglio ai “golosi” di emozioni vere; questo è il viaggio da fare; l’accoglienza di Padre Paolino e della gente va ben oltre quella dell’Hotel a 5 stelle e tutto quello che abbiamo visto e toccato con mano  va ben oltre le scontate escursioni archeologiche o per vedere la fauna locale.

 



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