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6 aprile ore 5:00 Aeroporto G. Marconi di Bologna - Valerio il “Sindaco”, Mauro e Giuseppe Presidente e Vice di Oltre le Parole, Libero e Stefano detto “panino” collaboratori di Oltre le Parole così come Mabel e Alessio di Lucca e Annalisa e Mirco di Bologna.
Non vediamo l’ora di arrivare, il tempo del volo ci sembra una grande inutilità; lo passaimo tra qualche barzelletta, un caffè, un pasto molto discutibile, qualche film.
Stefano alla partenza ha regalato ad ognuno di noi un diario e mi sono detto che era proprio il caso di sfruttarlo appieno. Pubblicheremo sul nostro sito il diario di bordo completo.
Verso le 20:00 arriviamo all’aeroporto di Entebbe e ci accoglie calorosamente Padre Paolino.
Inizia il nostro viaggio attraverso le città, villaggi e piccoli gruppi di case e capanne della Missione di Padre Paolino che ha come centro operativo la sua casa di Rushere.
Qui la sistemazione, come durante i giorni trascorsi a Kyeibuuza è più che confortevole. Abbiamo quasi sempre avuto la doccia comune a disposizione rigorosamente con acqua fredda tranne una sera che avevamo a disposizione solo catinelle riempite d’acqua dalle “sisters”. Ma è solo un fatto di abitudine, dopo la prima volta addirittura l’acqua sembra sempre più calda. Una sera non abbiamo avuto a disposizione l’illuminazione elettrica ed abbiamo sopperito con le torce.
Ma torniamo all’obiettivo del nostro viaggio, vedere tutto quello che è stato realizzato anche grazie al contributo dei soci di Oltre le Parole.
Viaggiamo su poche strade asfaltate, prevalentemente su sterrati più o meno accidentati. Le inaugurazioni di nuove aule dedicate alla memoria di persone scomparse, la distribuzione di centinaia e centinaia di quaderni, biro e pacchettini di biscotti, la vicinanza con i ragazzi e le loro accoglienze, l’organizzazione degli insegnanti e dei catechisti sono tema ricorrente di tutti i giorni. I loro canti e i loro balli sono emozionanti e spesso arriva il “magone” che era perfettamente programmato sin dall’inizio. Vediamo anche alcune aule nuove che sono appena alle fondamenta; ma cresceranno in fretta.
Il Sindaco credo abbia fatto 4 o 5 giorni in doppiopetto, cravatta e fascia tricolore. Anche se le temperature non erano molto alte, ad una altitudine media di 1.100 – 1.200 metri, il sole si sente eccome. In ogni scuola erano sempre presenti autorità amministrative locali ed anche il prefetto in una occasione. In ogni luogo cerimonie Ufficiali con discorsi e dichiarazioni di volontà e sostegno da parte nostra. Debbo dire che il Sindaco si è destreggiato molto bene perché spesso cambiava qualcosa e per la lingua era assistito da Annalisa, perfetta traduttrice in simultanea. Le giornate sono state tutte molto intense; dalle 7:00 – 8:00 di mattina fino alle 20:00 - 21:00. quando rientravamo era come “tornare a casa” ormai consideravamo tale la casa di Padre Paolino.
Il giorno più emozionante è stato la domenica con la Messa, la processione fino alla nuova scuola secondaria (liceo) e l’inaugurazione di alcune nuove aule. Sedes Sapientiae Accademia questo è il nome della scuola che rappresenta il fiore all’occhiello per Padre Paolino ma senza dimenticare anche tutti gli altri insediamenti scolastici visitati come Nyakashashara, Kyeibuuza, Mitooma, Kinoni, Kyamuhunga, Rwakytura. Qui abbiamo avuto l’onore di avere presenti, tra gli invitati, quattro componenti della famiglia del presidente della Repubblica di Uganda.
Addirittura hanno dichiarato che preferiscono le scuole cattoliche di Padre Paolino per i loro figli rispetto a quelle pubbliche praticamente inesistenti. E poi un altro colpo a sorpresa di Padre Paolino; all’esterno di un’aula appena inaugurata dal Sindaco, rigorosamente col taglio di un nastro di carta igienica, fa scoprire una targa di benvenuto e di ringraziamento per la visita degli amici italiani; ci sono tutti i nostri nomi e cognomi…….lascio pensare ai lettori cosa possiamo aver provato in quel momento e tutte le innumerevoli volte che ci verrà in mente in futuro.
Un giorno è stato dedicato alla visita di Lake Mburo, parco naturale con tantissimi animali ed uccelli; avevamo bisogno di “staccare” un po’ la spina specie chi è andato per la prima volta.
Il giorno dopo riprendiamo le visite e le inaugurazioni di nuove scuole ed aule, sempre con il Sindaco, in doppiopetto, cravatta e fascia tricolore, che pronuncia i discorsi finali cogliendo spunti diversi dai precedenti ma concludendo sempre con “long life Uganda”, “long life Italia” e “long life Padre Paolino”. Va mo là……….
In sequenza visitiamo le strutture di Rwebugumya, Rwemykoma, Kimoni, Migina, Kajuzia e Burunga. Visitiamo anche un dispensario medico a Kyeibuuza, un ospedale a Kyamuhunga ed il Lamezia Hospital a Rwebugumya. Vediamo con i nostri occhi quanto siano devastanti la malaria e l’HIV. Qui scendiamo per una collina e visitiamo il Lake Saint George; un invaso artificiale per la raccolta d’acqua piovana finanziato completamente da Oltre le Parole. Ci sono già anche 750 metri di tubazione; ora dovremo pensare alle apparecchiature di sollevamento ed ai serbatoi per un minimo di depurazione. Incontriamo anche Marie che abbiamo sostenuto durante la Laurea in lingua e letteratura inglese; oggi è esperta di informatica.
In ogni posto ci offrono anche il pranzo, la loro ospitalità e riconoscenza non ha confini; magari si sono fatte le 16:00 – 17:00 ma va tutto meravigliosamente bene; principalmente prodotti della terra che sono alla base della loro alimentazione come i fagioli e la “matoca” una specie di banana gigante dalla quale si ricava una polenta dolciastra molto nutriente. Non manca la carne, agnello, bovini e pollo anche se spesso pensiamo siano stati macellati in età molto avanzata dopo averli sottoposti alla prova del “morso”. Ma non siamo qui per dare giudizi sull’alimentazione; quello che ci offrono, con immenso cuore, è anche troppo.
Durante i numerosi trasferimenti, quasi tutti su sterrato e con tempi dalle 2 alle 4 ore, scene di vita quotidiana; il faticosissimo trasporto su bicicletta di banane, taniche di acqua, canna da zucchero lungo salite sterrate interminabili. Abbiamo visto un uomo che sul portapacchi posteriore della bicicletta aveva 9 taniche da 20 litri piene di acqua, e poi dicono che agli africani non piace lavorare. Persone e bambini che si avvicinavano numerosissimi ad ogni sosta offrendoci spiedini di carne alla brace e bevande; i mercatini di frutta e verdura; un villaggio di pescatori che sembrava una vera e propria bolgia dantesca.
Spesso la sera ha cucinato Stefano “panino” con le provviste che avevamo preso a Kampala; spaghetti al tonno o aglio, olio e peperoncino. Maccheroni alla cipolla, poi frittate e insalatone ma non mancavano mai le uova sode e le patate fritte che ci facevano trovare pronte sul tavolo le “sisters”.
I saluti per il rientro sono stati calorosi e non sono mancati i soliti “magoni”; arrivati a Kampala la notizia più odiosa, “non si parte”. Sapevamo del vulcano ma non pensavamo stesse provocando disagi e danni incalcolabili.
La compagnia aerea ci ha “parcheggiati” in un grande albergo; nonostante tutto siamo profondamente amareggiati perché più volte ci siamo detti che avremmo potuto rimanere qualche giorno in più da Padre Paolino. In qualche modo gli saremmo stati utili.
Sfoghiamo la nostra insoddisfazione tra mercatini, , qualche escursione. La più significativa alle rapide del lago Victoria che coincidono praticamente con le sorgenti del Nilo.
Qualcuno dice che “via acqua” da li potremmo arrivare a Pieve di Cento. Sarà anche vero ma ……………
Finalmente proprio quel giorno arriva la notizia che Brusselles è aperto. Pensiamo subito che una volta arrivati là “tutti i Santi aiutano”.
È il 21 aprile e riusciamo a partire; qualcuno in aereo passa la notte insonne tanta è la voglia di essere già a casa. La mattina dopo anche il G. Marconi e aperto e alle 11:30 atterriamo. Il viaggio è finito ma non senza aver dimenticato, per la fretta di arrivare a destinazione finale, qualche componente della spedizione all’aeroporto. Ma tutto è bene quel che finisce bene…………….
Questa esperienza credo abbia maturato in tutti noi la consapevolezza che in quei paesi, in particolare secondo noi in l’Uganda, ci si possa andare con spirito diverso a seconda che si vogliano osservare le meraviglie della natura e della fauna, accontentando l’occhio ma sempre partecipando a viaggi organizzati, con le guide delle Agenzie ed alloggiando in Alberghi a “5 stelle”.
Ma se desiderate provare “vere emozioni”, quelle che a volte riempiono il cuore, andate tra le gente e magari alla Missione di Padre Paolino che vi accoglierà con immenso calore. Tornerete, vedrete il mondo con occhio diverso e sarete pienamente convinti che vale la pena di aiutare quelle popolazioni.
Alcune informazioni in “pillole” raccolte durante il viaggio:
- in Uganda, ed in particolare a Kampala, si può trovare di tutto; dai prodotti alimentari italiani a qualsiasi cosa che riguardi la tecnologia più avanzata; basta avere quello che gli ugandesi non hanno (almeno quelli che aiutiamo noi)……i soldi
- i quaderni da 96 pagine costano 400 – 500 scellini ugandesi, circa 15 – 20 centesimi di euro, sia al supermercato a Kampala che nelle città e villaggi delle zone rurali; una biro BIC costa 11 – 12 centesimi di Euro
- il gasolio per autotrazione ha oscillazioni piuttosto forti tra le zone più vicine ai grossi centri e va da 2.190 a 2360 scellini ugandesi pari a 75 – 80 centesimi di euro
- riguarda i costi della telefonia mobile abbiamo in Uganda 9 – 10 gestori che per fare pubblicità pitturano gratis le piccole case in muratura degli ugandesi con colori piuttosto forti e diversi; telefonare in Italia con una “scheda” ugandese costa pochissimo; 1 euro circa per una telefonata di sei sette minuti
- per finire con le “pillole economiche” diciamo che Padre Paolino ci pratica, a suo dire, un cambio etico-politico ……….. sarà anche politico ma in quanto ad etica……
- un numero elevato di ragazzi delle scuole soffre di bronchite; il clima è spesso molto umido; molti di loro, vivendo negli alloggi delle scuole, sono anche fortunati; di positivo molti imparano l’inglese appena iniziano a parlare o quasi
- gli ugandesi che portano le taniche di acqua nelle case dei connazionali più abbienti ricevono 500 scellini ugandesi pari a 17 – 18 centesimi di euro
- in Uganda stanno arrivando le “fibre ottiche”; praticamente salteranno tutto l’iter che noi occidentali abbiamo fatto nell’ultimo ventennio; credo comunque che bel pochi usufruiranno di questa tecnologia
E per finire…….i bambini nelle scuole quando arriviamo o partiamo hanno imparato a salutarci con un caloroso CIAO e un sorriso……
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