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50 ANNI DA MISSIONARIO Stampa E-mail
Venerdì 12 Settembre 2008 00:00

Quanti anni sono? Si,proprio 50 e desidero farvi partecipi della mia gioia per questa ricorrenza...

9 Settembre 1958 - 9 Settembre 2008

Quanti anni sono? Si, proprio 50 e desidero farvi partecipi della mia gioia per questa ricorrenza.

E’ da quel 9 Settembre del 1958 che l’avventura della mia vita incomincia.
Ad una certa giovane eta’ s’incomincia a pensare al proprio futuro.
Si cresce in una famiglia. Si vive a contatto con tante persone. Veramente con vite differenti, con attivita’ da ammirare di piu’ o di meno.
Gente che ha una famiglia, che lavora,ha figli e casa. Alcune importanti, altre ordinarie.
Alcune che pensano piu’ a se stesse, altre che pensano piu’ agli altri.
Eta’ 17 anni. Ed io che faro’. Che sorta di vita, tra tutte quelle che vedo in giro o di cui sento parlare, intendo vivere io ?
Certo che si sentono tante cose e si assagia qua e la’ un po’ tutto.
Faro’ il marinaio? (Erano arrivati in paese degli opuscoli sulla Marina. Una vita su una nave! Tutta una vita)
E una famiglia. Certo, perche’ no. Tutti hanno una famiglia e sono persone felici.
Ma passare tutta una vita dentro 4 mure? Non so!
Avvocato ? Mi piaceva andare a Catanzaro nel tribunale. Le arringhe degli avvocati mi affascinavano. Ma passare la vita dentro un tribunale?

Spendere la vita per gli altri! Cosa c’e’ di piu’ bello!

Sacerdote. Ma passare tutta vita in un paesello della Calabria. Ho paura che non ce la farei. Siamo negli anni 1950-1955
Poi ci fu una proposta venuti da Qualcuno in alto che si servi’ di qualcuno in basso, su questa terra.

 hspace=Gennaio 1956

Un Missionario Comboniano.
Mi parlo’ di un Continente intero, l’Africa.
Si, mi va bene! Ma bisogna pensarci. Io non penso due volte. Ho deciso.
Parto subito. Immaginiamoci se ci si puo’ fidare di un giovane di 18 anni.
Lettere di spiegazioni, documenti, raccomandazioni, permessi di preti, vescovi e genitori.

Settembre 1956. Si parte per Gozzano, Provincia di Novara, dove c’era la sede del Noviziato dei Comboniani.

Nella vita dei Religiosi il periodo chiamato Noviziato, che dura 2 anni, e’ un periodo in cui i Superiori debbono capire se questo giovane e’ capace di affrontare una vita come quella dei Missionari.
E’ un rullo compressore che passa sulla tua mente, sui tuoi capricci, sulle tue comodita’, sulle tue abitudini di giovane abituato alla vita del mondo.
Se per caso avessi pensato di andare in Africa per vedere i leoni, dopo un mese saresti andato via. Una vita dura che forma il tuo carattere per affrontare la vita futura.
Ti forma a vivere insieme ad altre persone con le quali ti eri mai conosciuto, e per 24 ore al giorno.
Ti abitui a confrontarti continuamente con gli altri e ad adattarti ad altri di carattere differente dal tuo.
E’ una vita severa di preghiera e di riflessione ma non di mortificazioni umilianti.
Si mangia a sufficienza, ma senza possibilita’ di scelta.
Si vive in comune con i Missionari e i Superiori presenti nella casa.
Questi ti aiutano a pensare come in una nuova famiglia, che da oggi e’ la tua famiglia.
Libri che si leggono sono di persone che hanno dato la vita per gli altri.
L’ideale del Missionario e’ Cristo al Quale vuole consacrare la sua vita per il Regno di Dio.
Lo scopo di questo tempo del Noviziato e’ questo incontro di due persone.
Tu e Gesu’ Cristo. Vuoi seguirmi? Sei pronto a lasciare tutti e tutto, anche te stesso, per vivere vicino a me, tutta la tua vita? Mano nella mano per le vie del mondo a portare una parola di salvezza e di felicita’?

Giorno dell’Immacolata del 1956, dopo un periodo in intensi esercizi spirituali (ma non e’ che io in quell tempo ci capissi molto), la vestizione.
La veste nera con fascia. Incominciavi a sentirti membro della famiglia.
E in tanti giovani. Silenzio per buona parte della giornata.
Lavoro nei campi del Convento.
Buona parte del cibo veniva da questi campi.
Ed anche lunghe passegiate ogni tanto.
Anche correzione fraterna.
Colloqui soventi con i Superiori, in un clima bellissimo di fraternita’ e di amicizia, che ti rimpivano l’anima.
Tra tutti eramo un 150 ragazzi di vari anni. La cosa piu’ straordinaria era questo clima di serenita’, di amicizia vicendevole, ma ogni tanto ci si scontrava anche.
Se si era oltrepassata la misura, allora era naturale che si chiedesse scusa in publico, in refettorio, al momento della cena.
Passa il Primo anno. Non ho da lamentarmi. Quelli che lasciano di tanto in tanto, penso che abbiamo le loro ragioni.
D’altronde ci ripetono sempre che qui e’ un periodo di scoperta.
Non siamo ne’ religiosi ne’ missionari.
Siamo semplicemente giovani. Alla ricerca.Alla scoperta.

Settembre 1957. E’passato un anno. Io sono apposto. Nessun motivo di lamentarmi.
Mi aspetta un intero Continente. L’Africa.
Non sono queste severita’ da Noviziato che mi possono spaventare.
Anzi, da come mi aveva parlato quel Missionario, mi aspettavo qualcosa di peggio.
Terminato il primo anno di Noviziato, s’incomincia il Secondo anno. Ma ora si riprendono gli studi regolari.
Decidono di mandarmi in Inglilterra insieme con altri 4 Studenti.
Non sapevo e non ho chiesto il motivo.
Alcuni andavano nelle case di Noviziato in altre nazioni. Altri rimanebano in Italia per continuare il Secondo anno.
Essendo I Comboniani sparsi in tutto il mondo,vogliono esporre I loro studenti ad altre culture e ambienti quando sono ancora giovani.
Anche per mostrare che capacita’ hanno di adattarsi ad altri ambienti. Che poi sara’ la loro vita quando andranno in Missione.
Qui ci troviamo con giovani di altre nazioni, per il secondo anno di noviziato.
Ma siamo piu’ pochi.
Si studia, secondo il sistema inglese. Alla fine si danno gli esami di Stato.
E si continua con la formazione del Noviziato. Ma il tempo maggiore e’ dedicato allo studio.

Settembe 9 del 1958.
Allora cosa facciamo?
I superiori fanno la loro Relazione. Questo giovane, un po’ testardo e piuttosto tendente all’anarchia, pensiamo che puo’ entrare a far parte della nostra famiglia. Con gli anni si pensa che cambiera’ un po’.
Ed io. Debbo scrivere la mia domanda ufficiale.
Voglio essere Religioso Missionario Comboniano.
L’avevo deciso nel Gennaio del 1956. E dal quel momento niente e’ cambiato.
Certo non sono uno stinco di santo, ma vedrete che col tempo,saro’ un bravo Missionario.
L’importante e’ che appena finiti gli studi mi lasciate subito partire per l’Africa.
E cosi il 9 Settembre, che e’ la festa di San Pietro Claver, l’Apostolo dei neri in America Latina, insieme a altri 7 giovani facevamo la nostra professione religiosa.
Ma solo per un anno, che non si sa mai. E questo giuramento si rinnova ogni anno per tre anni, e per per altri tre anni, per darti la possibilita’ di fare una scelta definitiva, per tutta la vita, oppure di ritornare a casa dei tuoi genitori. Amici come prima.
 hspace=A me faceva venire la rabbia fare questa promessa solo per un anno. Dicevo. Non hanno fiducia in me. Per per me la promessa l’avevo fatto nel cuore e per tutta la vita in quel Gennaio del 1956.
Si continua con gli studi.
Poi ritorno in Italia per la Teologia.

Giugno 28 del 1964, Ordinazione Sacerdotale a Verona.
Soggiorno a San Pietro Apostolo per un mese.
Ritorno in Inghilterra non capivo per che cosa.
Dicevano per prepararsi con un corso di tre mesi alla nuova Missione, che non sapevo nemmeno dove fosse.
Finalmente alla fine del 1964 si parte.
Destinazione Uganda,nel Centro dell’Africa nera, che avrebbe dovuto essere la mia patria per sempre.
E da quell giorno che ho posato il piede sul suolo ugandese, la mia vita l’ho passata insieme a voi.
Fino a quest’oggi e fino a Quando Dio vorra’ e voi non vi stancherete di me.
Forse un giorno, se c’e’ l’occasione, continuero’ a scrivere qualcosa di questi anni, specialmente per i tanti nuovi amici di Padre Paolino.
Vi invito a ringraziare con me il Signore.
E a chiedere insieme a me ancora tanta vita per essere sempre di piu’ a servizio di Gesu’ Cristo e dei fratelli.

Con grandissima affetto e implorando su di voi le benedizioni e le grazie dell’Altissimo

Padre Paolino Tomaino
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