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Ho avuto un po' di tempo e mi son messo a scrivere,sicuro di far piacere a qualcuno dei miei amici che non riceve spesso mie notizie...
Lettera da Padre Paolino – Rushere - Uganda
Diario di Padre Paolino
Da
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a tutti i carissimi amici.
Dalla Missione di Rushere un saluto affettuosissimo da parte del vostro Missionario,Padre Paolino.Vi mando questa lettera messaggio. Ho avuto un pò di tempo e mi son messo a scrivere,sicuro di far piacere a qualcuno dei miei amici che non riceve spesso mie notizie. La mando ai tre siti che si occupano dell’attività di Padre Paolino La mando a tutti coloro di cui ho E-Mail, ma chiedo ai responsabili delle Associazioni di fare un sacrificio e mandare questa lettera a tutte le persone di cui hanno l’indirizzo. La mando anche a qualche confratello Sacerdote di cui ho E-Mail. Siccome in queste Parrocchie i miei rapporti con la comunità cristiana sono stretti,li pregherei di farne alcune copie e metterle in fondo alla Chiesa. Non aspettatevi pezzi di letteratura,io non scrivo per i giornali,scrivo per voi che mi volete bene e mi seguite.. Padre Paolino è stato silenzioso per molti mesi. Qualcuno si è lamentato che il sito si chiude al mese di Ottobre. E avete ragione. Ci saranno tante scuse per questo silenzio,e chi non trova scuse:? Alcune vere,altre le solite pietose bugie per giustificare la propria pigrizia.Però nel mio caso,eccetto che per scrivere,la pigrizia non è proprio di casa con Padre Paolino. La vita di un Missionario,offre pochi momenti di riposo. Veramente io ne avrei bisogno,e questa fu la raccomandazione di Superiori e medici,quando in qualche modo accettarono il fatto compiuto che avessi deciso di ritornare ad ogni costo nella mia Missione,contro il parere di tutti.
Promisi, giurai e partii.
Poi,beh,poi ,quando si è qui la realtà è differente.Nessuno ti costringe o ti obbliga a fare certe cose,anzi ti comandano :(immaginate voi,comandare qualcosa a Padre Paolino) di andare piano,di riposarti che sei stato in coma per 50 giorni).Ed è tutto vero. Quando poi si esce fuori dalla propria stanza,la mattina,dopo aver offerto la giornata al Signore,dopo avere dato un pensiero affettuoso ,che più affettuoso non si può immaginare, a tutti i miei amici sparsi in Italia,uno per uno,anche a quelli che non sono scritti sul mio libro d’indirizzi,vado per la Santa Messa insieme ai miei confratelli sacerdoti : Padre Ettore (messicano), Padre Sempera (della Tribù dei Baganda), Padre Gervasio (della Tribù dei Banyankole), Padre Agapito (della Tribù dei Bakiga dove io lavorai i primi 25 anni della mia attività missionaria) e Padre Eduardo (mezzo dei Bakiga e mezzo dei Banyankole)
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Ma così, tutti insieme ci troviamo a celebrare la Santa Messa solo una volta la settimana . Ogni lunedì ci ritroviamo tutti insieme ,in casa per pensare all’anima nostra e dopo pensare a quella degli altri,(sono sicuro che qualche teologo avrebbe da dire su questa mia frase : lo so,lo so,che vanno insieme nello stesso momento,e che facendo una cosa si fa anche l’altra) per riflettere sull’attività che è stata fatta durante la passata settimana e continuare,correggendo errori ,e ringraziando il Signore per il bene che abbiamo cercato di fare a suo nome e col suo aiuto. E siccome tutti gli altri giorni ognuno ha incarichi pastorali si è sempre in giro nei villaggi e la vita è quella che è, approfitto di questa giornata per tenere i miei confratelli felici e per farli mangiare bene. Anche questo serve moltissimo ed io come Responsabile della Missione e Superiore mi sento in dovere di prendermi cura di questi miei fratelli, perchè come sacerdoti li considero fratelli più che se fossero fratelli di sangue.Ve lo dico così di passaggio. Tenere insieme 6 uomini nella stessa casa,con attività differenti e caratteri ed esigenze differenti,anche ( e, per alcuni di loro, con difficoltà personali),con aspettative differente ,ci vuole pazienza fede e amore. Sappiate che qui i sacerdoti non hanno nessunissima entrata economica, non dalla Chiesa e nulla dallo Stato . Non hanno emmeno le offerte della Santa Messa per comprare un pezzo di sapone! I sacerdoti italiani che parlano di fraternità sacerdotale,di Chiesa famiglia,di condivisione tra i Cristiani, loro in sicurezza dal lato economico e con la possibilità di una buona pensione,dovrebbero pensare a questi loro confratelli sacerdoti africani ( e questa situazione è la stessa per tutti i Sacerdoti africani).Non hanno stipendio,non avranno una pensione.
Come tante persone generose adottano questi bambini,non sarebbe bello che un Sacerdote italiano adottasse un Sacerdote Africano?
So che fino a pochi anni fa tutti i Sacerdoti tedeschi lo facevano. Nelle prediche si sentono parole come queste che sono parole del Vangelo:” Nessuno è degno di spezzare il pane dell’altare se non ha spezzato, prima,con gli altri il pane materiale di casa sua”.Ma sembra che nella Chiesa queste parole si debbono applicare solo a quelli che le ascoltano ma non a quelli che le dicono. E senza offesa per nessuno. E’ perchè io ci vivo nella stessa casa con sacerdoti così,e mi vergogno di me stesso. La Missione dove lavorano passa loro una stanzetta di 3 metri per tre,dove abitare.In questa stanzetta c’è un tavolino,una sedia,un piccolo scaffale per i pochi libri ricevuti in Seminario o da qualche altro Sacerdote, più un piccolo armadietto per i pochi vestiti che vengono regalati loro dagli amici che vengono dall’Italia o quando possibile quelli che gli che compro io. Hanno poi un piatto a tavola dove mangiare polenta e fagioli,tutti i giorni dell’anno. Da me sono fortunati perchè gli amici italiani quando vengono portano sempre tanto cibo e quando vanno via si fanno premura di lasciarcene altro. Non credo che qualcuno leggendo queste parole possa credere che sia la verità.
Giuro sul Vangelo..Punto e basta.
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Sono da comprendere le persone che abitando con me si aspettano qualcosa di più. Sono sacerdoti e non possono andare in giro in qualche modo.Anche loro hanno dato la loro vita a servizio di Dio e dei fratelli. Ma La Chiesa africana, non può prendersi cura dei suoi Sacerdoti,perciò vengono affidati alla generosità dei loro fedeli. E cosa può fare gente che non riesce a soddisfare i propri bisogni elementari,per aiutare i suoi sacerdoti? E quindi mi sento in dovere di assicurare loro un piccolo mensile,solo sufficiente a comprare un pezzo di sapone,un dentifricio ,comprare qualche medicina per i genitori quando si ammalano.(fortunatamente per i vestiti vi hanno pensato coloro che vengono a trovarmi da Bologna e dalla Calabria). È commovente vedere che queste persone vengono con le valigie piene e ritornano a casa con una borsa piena di soli ricordi. La condivisione dei beni in spirito di solidarietà cristiana : non è questo un segno commovente e meraviglioso di amore cristiano verso gli altri? E quando la mia gente africana comprende che queste persone sono legate a me e perciò conoscono la gioia di fare del bene e allora,non so se posso dirlo,le mie azioni ( nella borsa africana dei sentimenti ) salgono. Sento sempre il dovere di ricordare loro che non è Padre Paolino che li aiuta,ma gli amici italiani, che vogliono bene a loro come ne vogliono a me. E siccome qui non abbiamo intenzioni di Sante Messe (l’offerta che la gente fa ai sacerdoti per la celebrazione della Santa Messa),noi celebriamo sempre secondo le intenzioni dei nostri benefattori,e tutti noi vi affidiamo ogni mattina al Signore.
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Giorno 12 maggio.Siamo verso la fine.Sono stati giorni pieni e belli.Noi diciamo degli Esercizi Spirituali : andiamo a fare le vacanze col Signore. E’ come la macchina portata alla stazione di servizio per fare il pieno e riprendere il cammino.Non che il serbatoio sia rimasto vuoto,ma c’è bisogno di aggiungerne sempre per non avere sorprese durante il viaggio, soprattutto in Africa .E poi in questi giorni c’è la possibilità di vedersi con gli altri confratelli sacerdoti diocesani, perchè durante l’anno a causa delle distanze non vi sono molte possibilità d’incontrarsi, e muoversi da una Missione all’altra. Viaggiare qui costa ,e la maggior parte dei sacerdoti non ha mezzi di locomozione, e che anche se li avessero, non avrebbero il denaro per comprare benzina. C’è da piangere,vero? Ed è la cruda realtà,per questi Sacerdoti della Chiesa Cattolica,che hanno la sola sfortuna ( che bestemmia! Sfortuna? Grazie a Dio sono nati in una società veramente umana,ma sfortunata dal punto di vista del necessario,ma senza colpa loro),di essere nati in Africa. Attenzione questa bestemmia la dico solo io,ora che sono arrabbiato mentre scrivo pensando a queste cose,ma non loro i Sacerdoti. Se non sono Santi questi sacerdoti,che girano per le loro estese Missioni a piedi non so chi lo possa essere! Quest’ oggi è anche il compleanno di un nostro confratello Sacerdote 59 anni,ma dall’apparenza sembra malaticcio. Ho sentito il dovere di andare in Città,comprare qualcosa di buono per la tavola, per fargli festa. Anche il Predicatore è stato bravo,aiutandoci con le sue Meditazioni,a riscoprire sempre nuove motivazione per la nostra attività pastorale,motivazione sempre nuove che vengono dalla Parola di Gesù Cristo,sempre fresca e ristoratrice,sempre portatrice di novità e sorpresa.
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A questo punto mi piace farvi conoscere un’altra realtà,quella dentro casa mia,quello che si chiama il Presbiterio dove i Sacerdoti vivono. Qui la chiamano la famiglia del Missionario che comprende oltre ai Sacerdoti,altre persone che per un motivo o per l’altro vivono intorno alla casa dei Sacerdoti,e dei quali il Superiore è responsabile sia davanti alle autorità civili che diocesane- Perchè vi sto dicendo queste cose? Perchè comprendiate di più in che circostanze vive il vostro Missionario. Permettetimi che mi sbrodolo da solo . Vedere che sei uomini vivono insieme e non si sentono lamentele in giro: beh,insomma il vostro Missionario qualcosa di buono lo fa. E siccome io mi faccio il bello con la generosità degli altri( cioè voi ),ho sentito il bisogno di farvi partecipe anche della mia vita dentro casa,oltre a quella fuori. Mi piace presentarvi la mia famiglia.Perchè,mi vergogno a dirlo,ma anche questa mia famiglia è mantenuta dalla vostra generosità,e purtroppo senza di loro io da solo potrei far niente. E tutti noi insieme,il nostro lavoro principale, è prenderci cura,di questi vostri figlioli,affidati da Dio all’affetto di tutti noi. Alcuni vivono vicino a me,altri sparsi nei vari centri,tutti a servizio di Dio e del prossimo,ognuno secondo le proprie capacità. E’ da tener presente che quasi tutti hanno una famiglia della quale debbono prendersi cura.E quelli non sposati in qualche modo,prima o poi anche loro aspirano a farsi una famiglia. Lavorando con Padre Paolino,sperano di mettere qualcosa da parte per quando arriverà il tempo. Se non ci fossero questi collaboratori ‘potremmo far niente noi Sacerdoti. Allora chi sono i membri della mia famiglia che vivono vicino a me Ci sono io,Padre Paolino Tomaino.Missionari Comboniano da 42 anni in queste terre africane,quasi vecchio decrepito ( almeno così dovrebbe essere secondo l’anagrafe,ma lui non ci pensa nemmeno,infatti quando cammino con quel fiatone, e con le gambe che mi fanno male) ,faccio finta di avere 40 anni(non si sa nemmeno quanti anni abbia: alcuni dicono 68,altri 69 fate i conti voi :nascita 4 novembre 1937. oggi 12 maggio 2006. Ma guarda come sono importante. E di fatto ho la pretesa di costruire,abbellire,riempire di gente la barca (proprio quella di Pietro), che è la Missione di Rushere. Cosa volete che vi dica? Qui mi hanno mandato e di qui non mi muovo,almeno fino a quando vi è un bambino che mi guarda negli occhi e vi sono in giro tante persone amiche in Italia che con tanta incoscienza dicono che vogliono ancora stare insieme a Padre Paolino,e che gli vogliono bene così com’è. Non è che gente così - dicono in Italia-come Padre Paolino ,tutto cuore e poca testa)la si può gettare nella spazzatura.
Lui continua a dire che ,se i suoi amici non gli dicono “ Basta,siamo stanchi di Padre Paolino”,lui non si muove da qui e non si ferma,e continuerà a stare qui e portare avanti la carretta insieme a voi. Buona notte a tutti,che il Signore vi benedica e vi faccia risvegliare domattina in buona salute e in grande forma. Prima di lasciare il letto,fate un segno di Croce,dite una preghiera e incominciate la giornata col Signore
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Padre Paolino continua a farvi partecipe della sua vita,dato che vi siete autocondannati a stare insieme a lui E così desidero continuare a parlarvi della mia famiglia,che in fondo è anche la vostra famiglia. Vi dicevo che a capo di questa comunità c’è Padre Paolino chiamato da Dio e dal Vescovo in questo posto per dire a tutti che Dio vuole loro bene,che Cristo è morto e risuscitato per tutti,anche per quelli che hanno tante vacche e sembra non sentano il bisogno di Dio ( ma è solo apparenza). Insieme a Padre Paolino vi sono i Sacerdoti di cui ho parlato prima e altre persone che dividono le gioie e le difficoltà della nostra Missione in Uganda. Vi è Lucia, signora sulla sessantina ( ma forse un pò meno). Lei viene dalla Tribù dei Bakiga,la incontrai nel 1965,eravamo in 4 Comboniani,i primi Missionari Comboniani ad arrivare in questa zona del Sud-Ovest dell’Uganda.Ci fu presentata da un altro Missionario E’ così anno dopo anno,forse vedendo come ingrata sia la vita delle donne,nel suo paese,ha deciso di rimanere sempre con i Padri.. Nessuna causa al mondo la potrebbe allontanarla da Padre Paolino. Così attaccata che qualche volta mi da anche ai nervi. E a dimostrazione che è una persona straordinaria ,lo dimostra il fatto che sia ancora con me e che abbia potuto sopportarmi tutti questi anni. Sono sicuro che quando mi cadranno le bave e sarò fisicamente giù, ci sarà qualcuno che mi starà vicino, anche sapendo che non avrò eredità da lasciare, soldi o una casa,anche lei si fida della Provvidenza come ho fatto io per tutta la vita. Non è commovente specialmente per me Missionario che ci sia una persona che ti vuole bene così incondizionalmente senza nulla sperare e chiedere? E questa la forza che costringe ( ma non ce n’è bisogno) il vostro amico a voler spendere la sua vita qui, ringraziando perché Padre Paolino ha avuto tutto quello che un essere umano possa desiderare,come uomo,come cristiano e come sacerdote Missionario. Senza dimenticare che io sono anche un frate religioso,e questa è la vera ,la più bella realtà della vita di Padre Paolino.,la radice che motiva tutta la mia vita e la mia attività,tutto in me deriva da questa realtà,il cui cammino incominciò il 9 settembre del 1956,quando ,dinnanzi a Dio e alla Chiesa e alla Società ,giurai solennemente di dedicare tutta (tutta )la mia vita a servizio di Dio e dei miei fratelli Africani. E siccome conoscevo bene il significato delle parole che pronunciavo,mai ho dato uno sguardo indietro e ma avutoi un se pur piccolo rimpianto. Fino ad ora o fino a quando vi sarà l’ultimo respiro nei polmoni di Padre Paolino io sarò qui.Punto e basta. Pagine 7 Ho sentito il bisogno di dirvi queste cose perchè ogni tanto succedono delle cose che producono immenso malessere nella gente,cristiani e no. Un freddo mi penetra nelle vene: e la gente cosa pensa di Padre Paolino? Non bisogna scagliare pietre su nessuno,e noi,ci ricorda S.Paolo,portiamo questa immensa grazia di Dio in un vaso di vetro. Ma con l’aiuto di Dio e la vostra preghiera,il vostro amico Padre Paolino non vi tradirà. E con che coraggio mi presenterei davanti a voi,che mi avete coperto di tanta fiducia ed affetto?
Mi distraggo spesso e esco dal filo del discorso che mi sono prefisso. Vi stavo parlando dei membri della mia famiglia.
Insieme a Lucia, vi è Pietro, un giovanotto adulto anche lui originario del Kigezi,che aveva anche studiato nella nostra Scuola Secondaria di Kambuga. Lui è venuto da poco. Queste due persone si prendono cura della casa dei Missionari e della loro vita.
Poi cè Deograsias,il nostro capo Catechista.La sua famiglia abita in un’altra Missione a 60 chilometri da qui. Siccome la nostra Missione è giovane e non abbiamo personale locale,siamo andati dal Parroco dell’altra Missione(un africano) perchè ci prestasse uno dei suoi catechisti per un anno per aiutarci in Missione col lavoro pastorale. Ma ogni due mesi va a casa per qualche giorno.
E poi c’è Paolo,il nostro amministratore,che ho conosciuto in Kigezi nel 1965,che lavorava con noi in Parrocchia. Non ha molto studio,anzi ha solo le scuole elementari,ma molto fidato. Anche lui mi segue dovunque vado. Ma lui è gia nonno e la famiglia è ancora in Kigezi.(350 km sud – ovest) Anzi proprio qualche giorno mi diceva orgoglioso che suo figlio che avevamo aiutato a studiare si è diplomato. Gli ho chiesto di farlo venire subito qui che il posto per lui è pronto. E poi c’è Bernardo,l’ultimo arrivato,esperto in computer,ex seminarista ( ma mi dice che ha lasciato il seminario per difficoltà dei suoi genitori,ma che un giorno pensa di ritornarvi).Ha persino gli occhiali che qui è un punto in più nella valutazione di una persona.
E c’e Ronald,un giovanotto squinternato, venuto non si sa da dove,che ci aiuta in sacristia e per pulire intorno alla Missione.
E c’è Kamugisha il falegname,occupato in ogni sorta di lavori, e lavora anche bene. Purtroppo non sempre è pienamente occupato perchè quando mi chiede il materiale, spesso il denaro non c’è, oppure posso comprare un quarto di quello che chiede.
E poi vi sono Bonaventura e Vincent, i nostri autisti. Uno guida il Camion che ci aiuta a portare il materiale per le nostre costruzioni,e l’altro porta in giro i miei confratelli sacerdoti negli spostamenti dentro la Missione per la nostra attività pastorale. Fino a pochi giorni fa c’era Betty,una ragazza utilissima,semplice,intelligente,devota a Padre Paolino,fedelissima nel lavoro di ufficio,ed anche pratica,perchè quando si doveva andare in città a comprare qualcosa, portavo sempre lei,perchè quando si trattava di fare le spese,non si arrendeva mai con i prezzi. Ma ora me l’anno portata via,e non ho più nessuna speranza che possa ritornare qui. Pazienza, spero che dove è andata ,troverà lo stesso affetto e rispetto (ma spero di più) di quello che aveva qui in Misione.
Poi c’è Ngabirano,un muratore anziano che viene dalla mia vecchia Missione di Kyamuhunga. E’ incaricato di tutti i lavori di costruzione nella Missione e nei villaggi.E’ quello che si prende di più le mie gridate:o perchè i lavori vanno a rilento,o perchè ci esce qualche muro storto.Per fortuna la mia gente mi conosce bene,e quanto più grido,tanto più loro ridono e si divertono.
E poi fanno parte della famiglia persone di passaggio,che in un modo o nell’altro mi hanno conosciuto.I bisogni non finiscono mai,e il rifugio di tutti sembra solo Padre Paolino,e qualche volta (molte) mi arrabbio, in quanto con altre Missioni in Uganda perchè debbono venire tutti da me? Però alla fine mi faccio commuovere e quando e per quanto posso li aiuto.
Questa è la famiglia di Padre Paolino,( avete contato tutte le persone?),le persone stabili,che vivono vicino a me.,tutte intorno alla casa dei Missionari.Siccome questa gente deve dormire e mangiare,e prendersi cura delle loro famiglie,tirate voi le conseguenze. Infatti anche la Missione di necessità deve provvedersi di costruzioni per tutte queste attività,per cui veramente appare come una piccola frazione delle vostra parti.
Pensate forse che sia tutto Paradiso? Giammai. Come in tutte le famiglie di questo spessore.,i problemi sono all’ordine del giorno. Eppure vi assicuro che me la cavo discretamente.Se queste persone continuano a stare con me,vuol dire che non stanno proprio male. Questo è il quartiere generale della Missione di Rushere.
Da questa piccola collina si guarda a tutta la Missione di Rushere,sembra 3500 kilometri quadrati con un 170,000 abitanti ( ma la nostra comunità cristiana è ancora piccola, sebbene stia crescendo di anno in anno). Però la vera vita della Missione è nelle 85 zone di cui è composta questa nostra Missione e nel cui territorio vive tutta questa gente che il Signore ha affidato a me e a voi.
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In questi 6 anni abbiamo cercato tutti insieme, e ognuno al suo posto,di aiutare questi nostri fratelli a voi cari come a noi e per i quali mostrate tanta generosità. Per dovere di giustizia a queste persone debbo assicurare un certo stipendio.
Ancora vi auguro un felice notte. Ringraziate il Signore della giornata,ringraziatelo per le opere buone che avete fatto e chiedete perdono per non aver fatto quello che avreste dovuto fare ( si chiamano i peccati di omissione) Anch’io ho avuto il modo di passare,lontano dalla Missione,una bella settimana, insieme al Signore e alla mia anima,e con accanto 20 confratelli sacerdoti della Diocesi,tutti con la stessa grazia del Sacerdozio e dell’apostolato.
Spero che la maggior parte dei miei amici avranno la possibilità di leggere questa mia lettera .Prego le Associazioni e d anche i singoli che la ricevono di difforderla,perchè la famiglia nostra cresca. Leggetevi questa lettera.Ora ritorno il Missione a Rushere. E spero di trovare ancora il tempo per scrivervi e parlarvi ancora degli altri membri della famiglia sparsi in tutta la Missione.Il Signore vi benedica tutti. Vi invio un abbraccio caldo come il sole del deserto e lungo come tutto l’Equatore.
12 maggio Ci salutiamo e lasciamo questo posto per ritornare a Rushere.Passiamo per Mbarara. Il 21 maggio si riapre il Secondo Trimestre. Nella scuola di Rushere avrò un ottantina di ragazzi nuovi,raccolti dai villaggi che verranno qui a studiare,quindi mangiare dormire. Nella Scuola di Kyeibuuza,con l’inizio del secondo trimestre ( il 20 maggio) dovremo accogliere una cinquantina di ragazzi e ragazze, che vengono da molto lontano,quindi dormire e mangiare. .Mentre scrivo queste parole ,non abbiamo un letto ,nè una coperta,nè un piatto (di plastica) nè un recipiente per cucinare la solita polenta e fagioli,ma abbiamo un locale per accomodarli.E per di più in questi tempi sono senza soldi. Più pazzia di questa! Giudicate voi. Ma confido che che fino al 21 di Maggio,il Signore ci mostrerà la strada ( un modo per dire “i mieie amici non abbandoneranno questi loro figlioli..Ma fino a quando si possono fare questi discorsi? Con tutte le difficoltà economiche che vi sono in Italia? Vedete voi!
Che il Signore benedica tutti voi. Tutti vi tengo nel cuore,e non pensiate che forse non c’è posto per tutti. C’è posto per persone numerose come le stelle.
La lettera E-Mail che avevo spedito conteneva parecchie inesattezze, perchè era stata scritta in fretta e quasi all’oscurità. Ritornando in Missione ho avuto la possibilità di rivederla e quì c’è la nuova Edizione. Ma vedete che Padre Paolino è sempre quello, quando scrive non scrive per i giornali, ma per i suoi amici che non hanno bisogno di pezzi di letteratura.
Di nuovo un Abbraccio affettuoso Padre Paolino Tomaino
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Spero abbiate sentito del 5 per mille a favore delle Associazioni di Volontariato. Non dimenticate l’ Associazione “ Oltre le Parole" di S.Giorgio di Piano-BO
In questa seconda Edizione ho pensato bene ci aggiungere un’altra parte.Ora che ci siamo,finiamo questa prima parte. Oltre alla famiglia mia della Missione,diciamo che ho tutta una numerosissima parentela nell’intera Missione. O catechisti ,che si prendono cura della comunità cristiana,oppure insegnanti delle nostre scuole ( alcune belle in mattoni e cemento,altre ancora in pali e fango) e ognuno nella sua piccola zona funge da coordinatore e da tramite rappresentando il lavoro e il sostegno di Padre Paolino con la popolazione del posto.. Alcuni sono nativi della zona,altri vengono da lontano.Anche loro sono Missionari,se hanno lasciato le loro famiglie per aiutare questa gente abbandonata da tutti,eccetto che da Padre Paolino (e da voi). Ne abbiamo 85 di zone dove siamo in qualche modo presenti. Queste 85 frazioni, fanno capo a i Comuni di Burunga,Kinoni, Rugongi,Kyeibuuza,Kyakabunga,Nshanga,Rushere (il Centro della Missione) In ciascuno di questi posti bisogna avere dei collaboratori,perchè,se tutto va bene,la gente il Missionario lo vedono due volte all’anno.E in queste frazioni,oltre alle nostra piccole comunità cristiane,vi sono tanti altri ragazzi i cui occhi sono rivolti verso i Missionari di Rushere. Di queste zone, fisicamente ne conoscerò una trentina,ancora non sono riuscito a visitarle tutte. Ci pensate? E tutto sotto la responsabilità di una persona che è stata per 50 giorni in coma,.dichiarato morto,e sembra anche che l’arteriosclerosi stia galoppando,e siccome questo vostro amico non sembra voglio ammetterlo,non potrebbere commettere pasticci? E voi lo seguite ancora? Vi voglio bene a tutti, e lo stesso la nostra gente vi vuole bene. Un abbraccio affettuosissimo Padre Paolino
Quando mi metterò a scrivere di nuovo,andremo in giro (si dice in safari-ma non quelli del Kenia),per la Missione,a visitare insieme i vostri fratelli e sorelle,dove vivono e come vivono,per quello che è possibile vedere.Dato che io faccio difficoltà a camminare ed inoltrarmi nell’interno. |