Per condensare in poche righe il senso di una missione importante e impegnativa come quella compiuta in Uganda presso Padre Paolino, di cui all’ottimo resoconto di Libero Veronesi qui pubblicato, mi soffermo su quello che di più mi ha impressionato: la quantità e la qualità delle opere realizzate, che comunque noi abbiamo visto solo in parte.
Mi aspettavo di vedere parecchie scuole, che avevo già osservato in foto o immaginato dai racconti di Mauro.
Ma l’opera di Padre Paolino in Uganda rasenta qualcosa di grandioso, anche in considerazione del contesto in cui è stata compiuta.
Tanti, tantissimi complessi scolastici (aule, refettori, cucine, dormitori, alloggi per insegnanti, chiese), centinaia di bambine e bambini e adolescenti che le frequentano. Per non parlare degli ospedali.
Insomma, un’opera immensa che ha acceso migliaia di speranze sul futuro laddove spesso la speranza appare perduta.
Gran parte delle realizzazioni sono il frutto di donazioni di cittadini, enti, associazioni del nostro territorio, che devono sentirsi orgogliosi di avere sostenuto la missione di Padre Paolino.
6 aprile ore 5:00 Aeroporto G. Marconi di Bologna - Valerio il “Sindaco”, Mauro e Giuseppe Presidente e Vice di Oltre le Parole, Libero e Stefano detto “panino” collaboratori di Oltre le Parole così come Mabel e Alessio di Lucca e Annalisa e Mirco di Bologna.
Bologna – Brusselles – Kigali – Entebbe
Verso le 20:00 arriviamo e ci accoglie calorosamente Padre Paolino. Ci trasferiamo a Kampala in un Hotel piuttosto “spartano”. Sistemazione al quarto piano senza ascensore e cena per una spesa di 20 € per tutti. Notte drammatica per qualcuno, profondamente disturbato dal compagno di camera, che si trasferisce nella hall dell’albergo (Libero non ha retto all’impatto del russare di Giuseppe, già tristemente famoso per le sue performances)
7 aprile Kampala - il Pulmann ci aspetta e dopo un rifornimento al supermercato di provviste e quaderni partiamo alla volta di Rushere dove arriviamo dopo una breve sosta all’Equatore per un frugale spuntino.
Alle 19,30 residenza di Padre Paolino; cena preparata dalle “sisters”; Padre Paolino beve un brodo di vitello Knorr, assieme ad acqua bollente,che gli procura un padre suo conoscente di Milano (questa confezione è scaduta nel 2007); arrivano anche i collaboratori ed alcune autorità locali; presentazioni e primo “discorso” ufficiale del “sindaco”. Usciamo per rilassarci, la vista della volta celeste è letteralmente indescrivibile assieme alle lucciole. La rana toro si sente ad oltre un chilometro di distanza. Per ora nemmeno l’ombra di zanzare.
Questo è il primo video riportato dal nostro viaggio: è una piccola parte della SS Messa del giorno 11 aprile scorso.
E' un canto gioioso dei bambini e di tutti i presenti. Altre parole sono inutili: è da vedere...
ORARIO CONVITTO RUSHERE
Chi dice che in Africa non abbiano voglia di lavorare o studiare sbaglia di grosso.
Abbiamo visto quanto e come lavora chi deve vivere dei frutti della terra ed abbiamo visto quanto impegno dedichino i bambini che frequentano le nostra scuole.
Durante il recente viaggio abbiamo preso l'orario della scuola/convitto di Rushere, la SEDES SAPIENTIAE ACADEMIAE.
Logicamente lo abbiamo dovuto riscrivere, in quanto molto rovinato, nonchè tradurre per poterne apprezzare a pieno i contenuti.
Questo è il documento e consigliamo di leggerlo con attenzione:
Due commenti di Padre Paolino agli attentati di Kampala del 12 luglio scorso
Come si ricorderà due esplosioni in altrettanti locali pubblici di Kampala, hanno causato la morte di 74 persone e il ferimento di svariate decine durante la finale mondiale tra Spagna e Olanda.
Il primo attentato è avvenuto all'Ethiopian Village, un ristorante etiope in un quartiere meridionale.
L'altro, in cui hanno perso la vita la maggior parte delle vittime, ha colpito il Lugogo Rugby Club, nella parte orientale della capitale.
14 LUGLIO 2010
Si sentivano accadere lontano. Irak,Agfanistan.
Ci si e’ sempre chiesto,come sia possibile che un uomo accetti,su suggestione o su comando di un altro,di farsi dilaniare a brandelli da una bomba,attaccata alla sua pancia,con la gioia di sapere che tantissimi altri avrebbero avuto la stessa sorte.
Per i cristiani, l’immagine piu’ bella che hanno del loro Maestro e Signore, Gesu’ Cristo, e’ di Colui al quale gli ammalati di ogni specie correvano, implorando aiuto e salute.
Dice il Vangelo che Gesu’ passava per le strade della Palestina, predicando la Parola di vita e facendo bene a tutti. Guariva gli ammalati.
Non c’e’ da meravigliarsi se in tutti i tempi e in tutti i luoghi, la Chiesa e’ stata in prima fila in questo ministero di misericordia. Guarire. Tutto l’essere umano. Spesso si ha bisogno di guarire prima l’interno, che poi influisce anche l’esterno.